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Ten Italian Instruments - No. 1 Doppia meridiana rettilinea, Giuseppe Toaldo, Padova, 1760 Inv.44942

1 Doppia meridiana rettilinea, Giuseppe Toaldo, Padova, 1760 Inv.44942

Location: Top Gallery - Case: Materials and Manufacture

Doppia meridiana rettilinea in legno ed avorio, con un quadrante di tipo Regiomontano da un lato, con il motto “Nostrum non est supremam horam signare”, e un quadrante ad altitudini dall’altro, con il motto “Vulnerant omnes ultima necat”. Questo orologio solare è stato costruito a Padova da Giuseppe Toaldo (1719-1797), professore di “Astronomia e Meteori” dal 1764 presso l’Università di Padova e promotore della costruzione dell’Osservatorio della Specola. Tra gli argomenti studiati da Toaldo troviamo anche gli orologi solari, ai quali dedicò un trattato, “Metodo facile per descrivere gli orologi solari” (1790). Alcuni anni dopo, Toaldo fu interpellato dai Riformatori dello studio patavino a proposito della questione dell’introduzione a Padova e nel Veneto dell’orologio “oltramontano”, ossia di un differente modo di conteggiare le ore rispetto al metodo vigente in Italia (detto appunto “metodo italiano”). L’introduzione di questo metodo di conteggio, che prevedeva la divisione della giornata in due gruppi formati da 12 ore, generò non pochi disordini e malcontenti. Toaldo fu quindi chiamato a redigere le “Istruzion popolare sull’Orologio oltramontano ossia francese” (1797), per educare il popolo a questo nuovo sistema.

Double rectilinear dial in wood and ivory, with a Regiomontanus dial on one side, with the motto “Nostrum non est supremam Horam signare” and an altitude dial on the other, with the motto “Vulnerant omnes last Necat.” This dial was built in Padua by Giuseppe Toaldo (1719-1797), who was professor of “Astronomy and Meteori” at the University of Padua from 1764, and promoter of the construction of the Specola. Among the topics studied by Toaldo, there are also dials, to whom he dedicated a treatise, “Metodo facile per descrivere gli orologi solari” (1790). Few years later, Toaldo was asked by the Reformers of the University of Padua about the question of the introduction in Padua and Veneto of the hours “oltramontano”, that is a different way of counting the hours than the current method in Italy (called “Italian method”). The introduction of this method of counting, which provided for the division of the day into two groups consisting of 12 hours, generated not a few disorders and malcontents. Toaldo was then called upon to draw up the “Istruzion popolare sull’Orologio oltramontano ossia francese” (1797), to educate people in this new system.

(a cura di) Pigatto L., Giuseppe Toaldo e il suo tempo. Nel bicentenario della morte, Atti del convegno, Bertoncello Artigrafiche, 2000

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